Quaresima

Frutti #33

Va fatto fuori il Nazareno. La gente lo cerca. La voce si è diffusa.
I segni non bastano. Le Parole non bastano.
Fuori. Via dalla terra. Via il ricordo. Strappato e gettato.
Come un albero d’intralcio al cammino, sradicato.

E Lui lo sa, è questa la Sua ora.

“Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.” (Gv 12,24)

Nella totale solitudine dell’incomprensione, nel turbinìo di eventi che rapidi si susseguono uno dopo l’altro, lo sente, è il momento.

Ma chi stava pianificando la morte del Nazareno, non aveva fatto i conti con il vento dell’Amore.
Che mentre avevano le teste chine su appunti di accuse, i semi della Parola già aleggiavano nell’aria.

L’albero sarebbe caduto, sì, ma per poi rinascere, innalzarsi e richiamare a sè tutti i frutti.
Non avevano fatto i conti con la foresta silenziosa che stava crescendo tra i loro piedi.

Un albero sradicato ed una foresta fiorita, frutti, semi e ancora alberi e ancora frutti e ancora semi.

Eccoci, Gesù.
Siamo tutti qui.
Non sei più solo.
Seme.
Germoglio.
Frutto.
Tra noi, ti vediamo.

– Alumera

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