Chi sono

Ciao Faville!
Sono Mariella, benvenuti
nel mio “Diario di Coincidenze Impossibili”.

Sono un grafico creativo, follemente innamorata di Dio.

Trasformo, da quando ero piccola, in versi quel fuoco che arde nelle mie mani, nel mio cuore.
È difficile da spiegare ma non lo riesco a contenere.

La creatività che si fa parola o immagine per rendere testimonianza è la mia vocazione.
“Scrivere, comunicare, creare, illustrare e fotografare” sono i più grandi doni che Dio mi ha fatto e ho sentito forte in me la chiamata di usarli come strumento per portare al mondo testimonianza dell’Amore che ho conosciuto.

Perché ALUMERA?

ALUMERA non è nient’altro che ‘A Lumera, che in dialetto calabrese è una candela, il vecchio lume ad olio.

Io sono di Briatico, un piccolo paese dove si conoscono tutti, dove tutti sono una grande famiglia.
Lì, da sempre, sono stata membro nel coro, animatrice, catechista.

Ma poi,qualche anno fa, ho fatto una scelta di vita: seguire il mio compagno in una nuova città.
Avrei dovuto ricominciare da zero, soprattutto nel cammino pastorale, ma il lavoro mi aveva completamente assorbita.

Era stato tutto bellissimo fino a quel momento, tutto una grazia.
L’amore, il lavoro, l’accoglienza della città.
Fino a quando il mio compagno mi ha guardata e mi ha detto: “Mari, sei…come spenta.”
Sì. Spenta.
Ho cercato per giorni una risposta, perché lo sentivo anche io ma non capivo, ma poi, dopo aver scavato profondamente nell’anima,
ho compreso che “non essere partecipe delle cose di Cristo” mi aveva completamente lasciato un vuoto.

Da allora, non mi lasciava un verso di una vecchia poesia che avevo scritto:

“Comu ‘a ‘na lumera, ca si c’è ogghjiu non s’astuta
accussì ‘sta vucchicejia si c’è amuri non s’ammuta.”
“Come una lumiera, che finché ha olio non si spegne,
così la mia bocca, finché c’é amore non può stare zitta.


E il mio cuore all’improvviso si è incendiato e ho sentito la Sua voce che mi ha parlato: Ora va!
Da quel giorno, una serie infinita di coincidenze impossibili, mi riportava sempre al passo del Vangelo “Voi siete la luce del mondo”.

E io, piccola fiammella, di un paesino della Calabria come avrei potuto?

“Illumina la notte con la tua luce, canta l’amore con la tua voce e testimonia, con creatività, la tua fede.”

Ho aperto il mio vecchio blog in una nuova veste, dove condividere, con chiunque lo voglia quell’amore che non riesco a tacere.

Da dove inizia il mio cammino di fede?

Devo ammettere che non ricordo esattamente come tutto è inziato.
Sicuramente Padre Gianni Borin, scalabriniano, con l’amore gioioso e smisurato con cui parlava di Cristo, me ne ha fatto innamorare dai primi passi (letteralmente scritto).

Un ruolo fondamentale ha certamente anche il fondatore degli Scalabriniani, Beato Giovanni Battista Scalabrini, per avermi aperto ad un mondo senza frontiere, dove l’accoglienza dell’altro è il primo posto dove incontrare Gesù e avermi fatto vivere sempre anelando a trovare la rispostaa quella domanda che lui per primo si pose alla stazione di Milano, vedendo i migranti pronti a partire per le Americhe: “Come potervi rimediare?”

Nell’adolescenza,  Suor Anna e Le Poverelle del Beato Luigi Palazzolo, che mai dimenticherò per il servizio amorevole verso gli ultimi e quel poster, attaccato nella saletta dell’Oratorio, con scritto “Dove altri non giunge, cerco di fare qualcosa io, così come posso” (B.L. Palazzolo).

Nella maturità, Don Salvatore Lavorato, diocesano, per aver messo le ali alla mia fede e facendomi volare oltre, facendomi innamorare della Parola di Dio.
Don Giuseppe Gagliano, diocesano, per l’immagine creativa e fresca dello Spirito Santo.

Chiara Lubich e il Movimento dei Focolari per avermi dato un posto nel mondo, il posto dell’unità perfetta in Cristo, un fuoco che ha incendia ogni parte di me e che è l’inchiostro con cui scrivo ogni giorno le pagine del mio Diario di coincidenze impossibili.

La fede nella vita

Ho un’agenzia di comunicazione con il mio compagno: MALÚ web agency.
Ci occupiamo di comunicazione per le aziende (grafica&web).
“Scrivere, comunicare, creare, illustrare e fotografare”: un cammino che dalla fede, ha abbracciato ogni parte della mia vita.