La luce resta

La luce resta
Ma come si misura un anno?
Il tempo che scorre?
Come si separa ciò che è stato bene da ciò che è stato male?
E se non fosse necessario?
Se bastasse che ogni anno sia semplicemente “stato”?
Con i suoi momenti indimenticabili, pieni di gioia, di esultanza, ma anche con quelli che più ci hanno ferito, che ci hanno deluso, quelli dal dolore insopportabile?!
Se bastasse rimanere semplicemente in ogni tempo?
Abitare ogni emozione,
con la sua notte e il suo giorno, in armonia perfetta, come parte di un unico disegno più grande?
Come tante pagine di un’unica storia?
E se ogni tempesta ci avesse spinto solo un po’ più in là, vicini alla mèta?
Io non voglio dimenticare il viaggio.
Non voglio dimenticare di aver sperato con tutta me stessa davanti alla disperazione, di aver remato controvento fino a non sentire più le braccia, di essere stata in piedi controcorrente fino a non farcela più.
Io non voglio dimenticare il viaggio.
Perché tutto è stato qualcosa.
In tutto io c’ero.
In tutto Dio era.
In tutto Dio è.
Speranza,
bussola,
albero maestro,
Parola che resta,
Forza,
Coraggio,
Vita che incendia d’amore.
Brucia,
arde
e, donandosi,
si consuma.
Si consuma
e porta luce.
E forse un anno
si misura così:
perché alla fine di ogni tempo,
come quando una stella muore,
quello che resta, che si propaga nell’eternità, è la sua luce.
Allora io mi porto tutto in questo nuovo anno, perché ogni attimo di ciò che è stato possa diventare olio della mia lampada e che poi, accendendoci gli uni gli altri, possiamo brillare nel mondo ad ogni singolo passo, insieme, tra la polvere e legati alle stelle, consumati e ardenti d’Amore.
Sia un anno pieno di te… con te, in Dio!
Buon anno, faville: siate luce! 🪔🧶✨
Con immenso amore
@alumera_

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