“Nessuno é tornato indietro a dirci cosa ci sia dopo (la morte)”.
Quante volte ho sentito queste parole, visto dissolversi la speranza davanti ai sepolcri.
E mi sento tanto piccola davanti a queste affermazioni.
Poi arriva “la parabola del ricco epulone”. (Lc 16,19-31) La ricchezza e la povertà. L’indifferenza e il vedere. L’abisso. Il tutto e il niente. Il vuoto e il pieno.
Ma il mio cuore viene rapito da un versetto: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”.
Come un fulmine.
“Ma se vedessimo i nostri amati tornare a raccontarci il Paradiso, ci crederemmo?”
Il mio cuore vola al sepolcro, accanto a Maria di Magdala.
Lo vede il Maestro, risorto!
Ma non si fa persuasa.
Solo dopo aver ascoltato la Sua voce, lo riconosce, alla Parola lei crede.
Allo stesso modo i discepoli sul mare di Tiberiade, i discepoli di Emmaus…
Quindi la fede nella Resurrezione non ha nulla a che fare con una fiducia incondizionata ma è la certezza della Parola che Dio ha lasciato lungo la storia, incarnata nel suo unico figlio Gesú!
Quante volte il ricco avrà visto Lazzaro alla sua porta ma non hai mai ascoltato una sola parola, un solo bisogno…
Perché non c’è occhio che creda senza un orecchio che ascolti.
E mi sembra che si sintetizzi tutto così il Regno di Dio.
Solo se i nostri occhi, la nostra bocca, le nostre mani, sono impastati di Parola, vivono della Sua Parola, possono essere speranza viva che accorcia la distanza dal cielo.
Sí, c’è una vita nuova che ci attende dopo la morte, eterna, beata, un per sempre tra le braccia di Dio, Padre misericordioso.
Io attendo…
ma Tu
Signore,
Apri il mio cuore
alla Tua Parola,
Donami orecchie
capaci di riconoscere la Tua voce
Una bocca che
proclami tra le genti che
Sei tu la Via
per andare al cielo e tornare,
Sei la Resurrezione,
la vita eterna.
Amen.

